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Villaggio Minerario

 
Laddove un tempo i minatori, insieme alle loro famiglie, si ritiravano a riposare dopo massacranti turni di lavoro, oggi ci sono confortevoli case vacanze. Ma niente è stato distrutto o cambiato. Le ex casette dei minatori sono state recuperate, restaurate nel pieno rispetto degli originari stili, materiali e tecniche costruttive. E perfettamente inserite in un contesto ambientale di assoluto valore naturalistico.
 
 
Il complesso ricettivo del villaggio minerario di Rosas è attualmente costituito da un numerose unità abitative (altre sono in fase di recupero) per un totale di 40 posti letto. Tutte le vecchie casette dei minatori sono dotate di camera da letto, bagni, disimpegno e angolo cottura. I locali sono climatizzati. Il complesso può contare anche sulla vecchia Foresteria, una struttura che, ormai quasi pronta all’uso, potrà rendere disponibili altri sessanta posti letto. Il villaggio è dotato di una reception per l’accoglienza degli ospiti.
 
 
Nella piazza della Laveria si affaccia il bar terrazza dove si possono degustare piatti veloci, sorseggiare long drink, aperitivi, cocktail ed essere servite le colazioni. Il bar, dotato di tv, al piano superiore, offre anche un’accogliente area relax. Accanto, nell’edificio che un tempo ospitava l’ufficio postale, è stato ricavato un accogliente ristorante  oggi gestito dalle mogli dei minatori in cui è possibile organizzare, su prenotazione, pranzi a base di saporiti piatti tipici della tradizione locale.
 
 
 
Il cuore di Rosas pulsa nella Laveria. In quell’edificio al centro del villaggio, imponente eppure così ben inserito nel contesto naturale del sito, è racchiusa tutta la storia del borgo minerario di Narcao. Il suo passato, la sua decadenza e la sua rinascita.
 
Un’esposizione permanente di ingegneria e memoria storica. Come quella dei minatori che, dal vivo o attraverso “pagine” digitali, raccontano un pezzo importante dell’epopea mineraria non solo di Narcao e del Basso Sulcis ma della Sardegna intera.
 
Ma Rosas non è un museo come gli altri, almeno nel senso tradizionale del termine. Nel borgo immerso tra i monti di Terrubia, la Laveria rappresenta il centro, la sintesi di un sistema museale allargato su cui ruotano diverse forme di museo tali da soddisfare anche i visitatori più esigenti.
 
Il museo espositivo e interattivo.
È racchiuso nella Laveria dove il visitatore può vivere, attraverso effetti visivi e sonori, le condizioni di lavoro dei minatori e toccare con mano il grado di sviluppo tecnologico della miniera contraddistinto da grandi mulini per la lavorazione del minerale tutt’ora funzionanti.
 
Uno dei grandi mulini per la lavorazione dei minerali
Il museo antropologico.
Racconta le condizioni di lavoro e di vita degli operai e delle loro famiglie. Apre una finestra sulle lotte sindacali, il lavoro femminile e minorile. Un vero e proprio spaccato di quotidianità dove, accanto a lavoro, sacrificio, malattie professionali (e non solo) e incidenti in miniera, vi erano momenti di festa e di aggregazione per tutti coloro che vivevano e lavoravano a Rosas.
 
Il parco museo
Incastonato in un valle di grande valore ambientale, il villaggio minerario di Rosas, con le sue strutture industriali,  si inserisce con armonia in un contesto naturale che ha riconquistato gli spazi prima ceduti allo sfruttamento minerario. Un paesaggio incontaminato dove, tra lecci e arbusti di macchia mediterranea, si aprono sentieri naturalistici ideali per il trekking, le escursioni in mountain bike o le passeggiate a cavallo.
 
 


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